La Quarta Era si racconta: Beatrice

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Nasce la rubrica “La Quarta Era si racconta”, un piccolo format che cerca di avvicinare La Quarta Era al pubblico, mostrando nel dettaglio chi sono i membri di questa fantastica associazione. Un’intervista mirata, cercando di inquadrare il cosplay e il mondo tolkieniano, rivelando come queste due passioni possano coesistere.
Ciao Beatrice, prima di iniziare l’intervista vera e propria, vuoi raccontarci qualcosa su di te?
Abito a Novara, in Piemonte e sono laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche. Ma la mia formazione scientifica e il mio attuale lavoro di farmacista non mi hanno distolto dal sogno che avevo fin da bambina, ovvero diventare archeologa; per cui circa un anno e mezzo fa ho preso la decisione di iscrivermi ad un secondo corso di laurea in Beni Culturali. Sono appassionata di storia dell’arte e archeologia, interessi che ben si sposano con la mia attività di volontariato presso il FAI- Fondo Ambiente Italiano nel gruppo giovani di Novara; mi piace molto viaggiare e da poco mi sto interessando anche di fotografia. Infine pratico da circa 6 anni, con alti e bassi, podismo partecipando anche ad alcune competizioni agonistiche.
Come hai conosciuto il mondo del cosplay?
Mi sono avvicinata al mondo cosplay grazie ad una mia amica, Giulia, la quale ha spinto me ed altri del nostro gruppo di amici a partecipare ad alcuni comicons, inizialmente come pubblico “in borghese”, primo tra tutti il Torino Comix.
Ti ricordi quale è stato il primo cosplay che hai indossato e dove?
Il primo costume che ho portato in fiera, e che porto ancora attualmente, è stato Arwen versione blue dress durante il Milano Comix del marzo 2015.
Cosa vuol dire per te fare cosplay?
Il cosplay mi permette di riscoprire il fanciullino che è in me, avvicinandomi a quel mondo fantastico e magico che immaginavo durante i miei giochi di bambina, e mi consente anche di riscoprire in modo nuovo e sicuramente più coinvolgente il mio interesse per la letteratura fantastica.
Hai un personaggio in particolare al quale sei legata?
Nonostante indossi le vesti di altri personaggi, sono legata in particolar modo al personaggio di Aragorn, del quale ammiro il valore e la saggezza rapportati ad una dimensione più “umana” e quindi più vicina alla realtà.
 
Come hai conosciuto La Quarta Era?
La mia conoscenza dell’associazione è avvenuta in modo completamente casuale: nell’estate del 2014, mentre stavo progettando con i miei compagni d’avventura il mio primo costume tolkieniano, mi sono imbattuta per caso su facebook in alcune foto dell’ Associazione… ed è stato amore a prima vista ( come possono testimoniare le povere orecchie del mio caro amico )!
Cosa pensavi de La Quarta Era prima di farne parte?
Inizialmente non avevo ben idea di che cosa fosse con precisione La Quarta Era, anche perché ero molto lontana dalla realtà del mondo cosplay. Per me era un semplice gruppo ludico con persone accomunate dallo stesso interesse tematico.
E ora?
Entrando sempre di più in contatto con l’Associazione e i suoi membri, ho potuto constatare che La Quarta Era non è solo un gruppo di “persone” ma un gruppo di “amici” uniti da una sincera passione per quello che fanno.
Qual è stato il primo costume che hai indossato con La Quarta Era?
Arwen blue dress.
Cosa ti ha spinto a voler interpretare un personaggio maschile come Legolas? Hai degli aneddoti che vuoi raccontarci relativi a questo cosplay?
La scelta di interpretare un personaggio maschile è stata dettata soprattutto dalla maggior dinamicità del personaggio che tra l’altro si adeguava meglio anche alla mia fisicità, sentivo infatti la necessità di superare la staticità fisica ed emotiva del mio precedente cosplay di Arwen a favore di un personaggio che potesse caratterizzare meglio la mia vivacità, senza però rinunciare all’eleganza dei modi e dei movimenti.
Hai partecipato a molti eventi con l’associazione? Te ne è rimasto impresso qualcuno in particolare?
Praticamente da quando ho iniziato a portare il mio costume ho partecipato quasi esclusivamente ad eventi con La Quarta Era! Tra tutti quello che mi è rimasto nel cuore è stata la Festa dell’Unicorno a Vinci nel 2015 perchè di fatto è stato il primo evento a cui ho partecipato ufficialmente come Quarta Era e che mi ha permesso di conoscere la maggior parte dei membri dell’Associazione.
Ti trovi bene con l’associazione? Ha influenzato la tua vita in qualche modo?
Fin da subito, devo ammettere contro ogni mia aspettativa, si è instaurato un clima di amicizia tra me e gli altri membri del gruppo, quindi sì, posso dire di trovarmi bene! La partecipazione a La Quarta Era mi ha sicuramente permesso sia di aprirmi mentalmente ad un nuovo hobby sia di arricchirmi con la conoscenza di nuove persone con cui condividere la mia passione per le opere letterarie e cinematografiche non solo riguardanti Tolkien, ma in generale il filone fantasy.
Hai in progetto nuovi cosplay?
Per il momento non ho altri costumi in cantiere, ma mi sto concentrando sul miglioramento di Legolas, cercando di arricchire con particolari sempre più dettagliati il costume attuale e renderlo quanto più simile possibile alla versione cinematografica.
Hai una pagina facebook che vuoi pubblicizzare dove mostri i tuoi cosplay o pubblichi post inerenti ai tuoi hobbies o interessi?
No, al momento non ho una mia pagina o blog e non so se ne farò una in futuro.
DOMANDA BONUS
Cambiando argomento ma rimanendo sempre in tema tolkieniano, sei un’appassionata delle opere letterarie di Tolkien? Ne hai una preferita?
Con rammarico ammetto di aver letto “Il Signore degli Anelli” per due volte soltanto in giovane età, mentre più recenti sono le mie letture de “Lo Hobbit”, “Il Silmarillion”, “Racconti Incompiuti” e degli altri libri di corollario come le opere dedicate ai film ed ai costumi di scena, per esempio “Armi e Battaglie del Signore degli Anelli”, “La mappa della Terra di Mezzo” e il dissacrante “Il Signore dei Tranelli”. Tra queste preferisco di gran lunga “Il Silmarillion”, soprattutto il capitolo dedicato alla caduta di Numenor e alla spiegazione di come Sauron acquisì l’aspetto a cui siamo abituati.
Crediti foto: Byza, Pasquale D’Anna

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