La Quarta Era si racconta: Beatrice

 
 
 
 
 
Nasce la rubrica “La Quarta Era si racconta”, un piccolo format che cerca di avvicinare La Quarta Era al pubblico, mostrando nel dettaglio chi sono i membri di questa fantastica associazione. Un’intervista mirata, cercando di inquadrare il cosplay e il mondo tolkieniano, rivelando come queste due passioni possano coesistere.
Ciao Beatrice, prima di iniziare l’intervista vera e propria, vuoi raccontarci qualcosa su di te?
*Si schiarisce la voce* Salve a tutti mellyn! Sono Beatrice, appassionata di Fantasy, giochi di ruolo, specialmente D&D (Rigorosamente guerriera ignorante), videogames (Rpg soprattutto. Ossessionata dalla saga di Dragon Age e Mass effect) divoratrice di libri di tutti i generi, in particolare Fantasy e distopici ma affamata anche di classici. Vorace lettrice di fumetti, ascoltatrice compulsiva di Rock e Metal (la mia maglia preferita è una dei Blind Guardian) Adoro la montagna e le lunghe camminate. La mia passione principale è la scrittura, un bisogno interiore che sento da sempre. Quando trovo il tempo tento anche di laurearmi in Lettere Moderne; frequento il terzo anno all’università Cattolica di Milano ma abito a Monza.
Come hai conosciuto il mondo del cosplay?
“Galeotta fu Lucca Comics” semicit. Tutto è nato per caso, leggendo una pubblicità’ in quarta di copertina di un fumetto. Parlava di Lucca e della sua fiera del fumetto. Sarei andata in vacanza con i miei genitori in Toscana proprio nello stesso periodo. Perché non farci un salto? Ed ecco come tutto è cominciato. Nell’ormai lontano 2011. Il primo anno e’ stata solo una breve incursione, poche ore, incantata da tutto ciò che vedevo e pressata dai miei genitori perché ci allontanassimo il più in fretta possibile da quella, a loro dire, bolgia infernale. Il secondo anno infatti erano restii ad accompagnarmi. Ma era il 2012, sapete, quando avrebbe dovuto esserci la fine del mondo. Avrebbe potuto essere l’ultima volta in cui poter andare! Ottima scusa.
Anche il secondo anno l’ho passato da spettatrice, fotografa e compratrice compulsiva. Ma, in mezzo a quella folla di personaggi ed eroi mi sentivo esclusa, come se fossi dall’altra parte di uno specchio.
Dall’anno successivo ho voluto cimentarmi anche io nell’arte del cosplay.
Questa passione dunque direi che nasce principalmente dal desiderio di sentirsi “parte di qualcosa” e non semplicemente spettatrice. Voglia di creare qualcosa, di assumere un ruolo. Ogni anno cerco di migliorare e di mettermi in gioco con personaggi sempre più complessi.
Ti ricordi quale è stato il primo cosplay che hai indossato e dove?
Il primo Cosplay che ho indossato è stato Inuyasha (dall’anime Inuyasha) al Lucca Comics.
Cosa vuol dire per te fare cosplay?
L’arte del Cosplay necessita: creatività, un’enorme dose di pazienza e di testardaggine e tanto, tanto tempo. Ma quando arriva il giorno di indossare il costume tutte le fatiche sono ripagate. Poter essere il tuo eroe per un giorno è un’emozione impagabile
Hai un personaggio in particolare al quale sei legata?
Tra i Cosplay che ho fatto il personaggio a cui sono maggiormente legata è Furiosa dal Film Mad max Fury Road. Adoro il suo carattere: forte, indipendente, combattiva, disposta a sacrificare ogni cosa pur di raggiungere il suo obiettivo. E forse anche perché, finora, è stato il cosplay più complesso da fare a causa del braccio meccanico (sicuramente ancora da migliorare ma ci sto lavorando)
 
Come hai conosciuto La Quarta Era?
Da sempre appassionata di Tolkien ho assistito per caso al corteo che si e’ tenuto a Lucca Comics nel 2015 e ne sono rimasta estasiata. Ho cercato informazioni su internet e ho scovato questa meravigliosa associazione.
Cosa pensavi de La Quarta Era prima di farne parte?
I personaggi del signore degli anelli in carne ed ossa! Meraviglioso!
E ora?
I personaggi del signore degli anelli in carne ed ossa! E sono pure gente strasimpatica anche senza costume! Meraviglioso!
Cosa ti ha spinto ad unirti all’associazione?
Ho sempre voluto fare cosplay di un personaggio di Lotr ma non ne ho mai avuto il coraggio. Finalmente quest’anno mi ci sono cimentata e ho subito pensato che sarebbe stato fantastico poter sfilare anche io tra quei personaggi che avevo tanto ammirato l’anno prima. Ed eccomi qui 😉 grazie per avermi accolta.
Se non ricado nella domanda precedente, qual è stato il primo costume che hai indossato con La Quarta Era?
Il primo costume che ho indossato è stato Aragorn, versione battaglia dei campi del Pelennor.
Cosa ti ha spinto ad interpretare un personaggio maschile come Aragorn?
Seppur in Tolkien siano presenti tante figure di donne forti e coraggiose che ammiro moltissimo, ho sempre avuto un debole per il personaggio di Aragorn: un re, un uomo, un guerriero che combatte per quello in cui crede. Penso rappresenti la frase di Faramir: “I do not love the bright sword for its sharpness, nor the arrow for its swiftness, nor the warrior for his glory. I love only that which they defend.”
E come dimenticare la poesia di Bilbo:
“Non tutto quel ch’è oro brilla,
Né gli erranti sono perduti;
Il vecchio ch’è forte non s’aggrinza,
Le radici profonde non gelano.
Dalle ceneri rinascerà un fuoco,
L’ombra sprigionerà una scintilla;
Nuova sarà la lama ora rotta,
E re quel ch’è senza corona”
Hai in progetto nuovi cosplay?
Progetti di Cosplay ne ho fin troppi. Dal più semplice: Chloe da Life is Strange (videogioco) ai più complicati: Ragnar da Vikins, Fenris da Dragon Age e magari, un giorno, Maedhros dal Silmarillion (senza tagliarmi la mano, però XD)
Hai una pagina che vuoi pubblicizzare dove mostri i tuoi cosplay o pubblichi post inerenti ai tuoi hobbies o interessi?
Nope. Forse dovrei pensare di farne una in futuro.
DOMANDA BONUS
Cambiando argomento ma rimanendo sempre in tema tolkieniano, sei un’appassionata delle opere letterarie di Tolkien? Ne hai una preferita?
Amo Tolkien. Tanto che vorrei fare una tesi sulle sue opere per la laurea magistrale e a tal fine mi sto impegnando a leggere tutto, ma proprio tutto. Ora mi sto dedicando alla lettura della serie dei “racconti perduti”
Ho letto due volte il Signore degli anelli e altrettante il Silmarillion. Penso che lo Hobbit sia un gioiellino. La mia opera preferita (rimanendo sottinteso che il Silmarillion sia sempre da adorare e ammirare devotamente) è “I figli di Hurin” Mi affascina la figura di Turin, figlio di Hurin. Mi ricorda molto la figura di Edipo di Sofocle. Si farà chiamare Turambar, padrone del destino, nome tristemente ironico in quanto egli in realtà, per la malvagità di Morgoth, sarà trascinato nel baratro proprio a causa della sorte che non può controllare.
“Aurë entuluva! Il giorno risorgerà!”

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