La Quarta Era si racconta: Patta

 
 
 
 
 
Nasce la rubrica “La Quarta Era si racconta”, un piccolo format che cerca di avvicinare La Quarta Era al pubblico, mostrando nel dettaglio chi sono i membri di questa fantastica associazione. Un’intervista mirata, cercando di inquadrare il cosplay e il mondo tolkieniano, rivelando come queste due passioni possano coesistere.
Ciao Patta, prima di iniziare l’intervista vera e propria, vuoi raccontarci qualcosa su di te?
Ciao, abito nella Provincia di Modena, più precisamente a Montecenere (lo so, sembra il nome di una Città Pokèmon), un paesino sperduto in quella triste desolazione chiamata Appennino Modenese. Nel mio tempo libero, oltre al Cosplay, pratico Softair, combatto senza sosta per la rivalutazione della figura del Bardo in D&D, leggo un sacco e spendo troppi soldi in concerti.
Come hai conosciuto il mondo del cosplay?
Conobbi il mondo del cosplay poco più di tre anni fa’, dopo che alcuni amici mi raccontarono di essere stati ad un evento, un certo Lucca Comics & Games, del quale prima di allora non avevo mai sentito parlare.
Ti ricordi quale è stato il primo cosplay che hai indossato e dove?
Il mio primo cosplay fu un improvvisatissimo, imbarazzantissimo e totalmente inaccurato Jeffrey “Drugo” Lebowski, dal film Il Grande Lebowski dei fratelli Coen, col quale mi presentai alla seconda edizione del CosMo nel Gennaio del 2014.
Cosa vuol dire per te fare cosplay?
Non so recitare, non so disegnare, non so mettere insieme parole con la maestria necessaria a creare qualcosa di bello, però so fare costumi, il cosplay è il mezzo che mi permette di esprimere ed esternare le mie passioni. Fare cosplay per me significa avere la possibilità di omaggiare un personaggio che mi ha colpito e per estensione l’universo dal quale è tratto e la mente che lo ha creato. Significa inoltre poter mettere me stesso alla prova nella progettazione e realizzazione del costume, motivo per cui rigetto qualsiasi forma di commissione. Preferisco un brutto costume realizzato dal cosplayer piuttosto che un costume perfetto commissionato ad un cosmaker.
Hai un personaggio in particolare al quale sei legato?
Il personaggio al quale sono maggiormente legato è anche il primo che ho realizzato, ovvero Il Drugo da Il Grande Lebowski, adoro questo film ed iniziai ad amare questo personaggio già dalla prima meravigliosa scena al supermarket.
 
Come hai conosciuto La Quarta Era?
Tramite il passaparola, conobbi Quarta Era quando ancora non era associazione tramite il buon Pich, poco tempo dopo ricevetti una proposta per un progetto di gruppo che accettai.
Se non ricado nella domanda precedente, qual è stato il primo costume che hai indossato con La Quarta Era?
La prima esperienza con Quarta Era fu al Cartoomics 2015, portai un nano dei Colli Ferrosi dal film “Lo Hobbit – La Battaglia delle Cinque Armate”, uno dei soldati dell’esercito di Dain II Piediferro.
Hai conosciuto La Quarta Era prima che diventasse associazione, come hai vissuto questo passaggio? Hai notato dei cambiamenti rispetto a prima?
Dato che già da prima si era ben coesi e ben organizzati il passaggio ad associazione non ha stravolto di molto le dinamiche di gruppo, almeno inizialmente. I cambiamenti si sono fatti sentire tempo dopo. Diventare associazione ha aumentato la visibilità del gruppo facendoci salire di numero e dandoci la possibilità di collaborare con altre realtà di spicco. Far parte di un’associazione riconosciuta dona anche un certo senso di sicurezza per ciò che riguarda l’organizzazione degli eventi e dei progetti collettivi, per non parlare delle agevolazioni di carattere logistico. Il poter partecipare come ospiti ad eventi importanti trovando già tutto organizzato non è cosa da sottovalutare.
I tuoi costumi in Quarta Era rappresentano principalmente dei guerrieri, sia tra le fila degli uomini, sia tra quelle dei nani. Come mai questa scelta?
La scelta del costume non è assolutamente basata sulla tipologia del personaggio, il fatto che siano tutti guerrieri è un caso, a parte Thrain, che ho scelto di realizzare dopo essermi innamorato dell’armatura apparsa nei film, gli altri costumi sono tutti frutto di progetti di gruppo.
Uno dei tuoi personaggi più riusciti è Thrain, figlio di Thror e padre di Thorin Scudodiquercia. È stato impegnativo realizzarne il costume?
E’ stato molto impegnativo, ho realizzato da solo ogni parte del costume, dall’armatura agli abiti, e durante la realizzazione del costume ho utilizzato per la prima volta gran parte dei materiali e delle tecniche che poi mi hanno accompagnato nella realizzazione di molti altri lavori, ho trascorso un sacco di mesi lavorando su Thrain e penso che a livello di dettagli sia il miglior costume che posseggo al momento.
C’è una razza nella Terra di Mezzo per la quale nutri un profondo amore? Perché?
Sono un nano che ama gli elfi, Peter Jackson sarebbe orgoglioso di me. Nutro da sempre profondo affetto per le orecchie a punta, trovo che la storia della razza elfica sia senza alcun dubbio la più interessante e la più poetica nelle opere di Tolkien, gli elfi più di tutti hanno saputo conciliare profonda saggezza ed estremo coraggio, il tutto con innata eleganza, c’è chi per questo li definisce noiosi, lascerò che siano Fëanor e la sua stirpe a rispondere.
Hai partecipato a molti eventi con l’associazione? Te ne è rimasto impresso qualcuno in particolare?
Ho avuto la possibilità di partecipare a gran parte degli eventi organizzati quest’anno dall’associazione, l’evento che più mi è rimasto impresso penso sia Soncino Fantasy, probabilmente grazie alla meravigliosa location e al bel ricordo del gigantesco gruppo Rohirrim-Haradrim.
Ti trovi bene con l’associazione? Ha influenzato la tua vita in qualche modo?
Quarta Era mi ha regalato immense soddisfazioni come cosplayer, come già detto mi ha dato la possibilità di partecipare in modo attivo ad un altissimo numero di eventi in stand, prender parte a sfilate, schermaglie e gare cosplay, il tutto organizzato al meglio. Sembrerà esagerato ma Quarta Era in questi anni mi ha anche permesso di conoscere, in maniera diretta o indiretta, la maggior parte delle persone a cui oggi tengo.
Hai in progetto nuovi cosplay?
A tema tolkeniano ho in cantiere qualche nuovo progetto a lungo termine, primo tra tutti un original di Erkenbrand, Signore dell’Ovestfalda e Maresciallo di Re Théoden.
DOMANDA BONUS
Cambiando argomento ma rimanendo sempre in tema tolkieniano, sei un’appassionato delle opere letterarie di Tolkien? Ne hai una preferita?
Di Tolkien ho letto per ora le opere maggiori, Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli ed Il Silmarillion, sono combattuto tra l’amore per questo autore e l’odio per il genere fantasy nella letteratura, lo so, è complicato.
Le opere a cui sono più legato sono sicuramente il racconto della nascita del Sole e della Luna e la storia di Beren e Lúthien, entrambi contenuti ne Il Silmarillion.
Crediti foto: Tino Fotografie, Marcella Fava, Warchess, Luca Veronesi

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