La Quarta Era si racconta: Stefania

 
 
 
 
 
Nasce la rubrica “La Quarta Era si racconta”, un piccolo format che cerca di avvicinare La Quarta Era al pubblico, mostrando nel dettaglio chi sono i membri di questa fantastica associazione. Un’intervista mirata, cercando di inquadrare il cosplay e il mondo tolkieniano, rivelando come queste due passioni possano coesistere.
Ciao Stefania, prima di iniziare l’intervista vera e propria, vuoi raccontarci qualcosa su di te?
Ciao! Mi chiamo Stefania e vivo in un piccolo paese di campagna subito fuori Genova. Ho 43 anni (a breve 44…), sono sposata e ho due figli adolescenti. Sono loro il mio “lavoro”, tenendomi occupata praticamente tutto il giorno. Amo moltissimo la natura, la “bellezza” e più in generale la vita, in ogni sua forma e varietà. E amo quelli che sono i miei hobby da sempre: leggere libri e vedere film.
Mi ritengo una persona pratica e seria, con i piedi ben saldati per terra; ma al contempo sono una gran sognatrice e praticamente vivo una seconda vita in un mondo tutto mio, un mondo che mi è vitale quanto quello vero, perché funge da valvola di sfogo o scappatoia nei momenti difficili che bene o male tutti noi sperimentiamo.
Come hai conosciuto il mondo del cosplay?
Il 2014 è stato un anno cruciale, perché ho conosciuto tramite Facebook un gruppo di amici che condividevano con me passioni e sogni. Ed è stato proprio con loro che, andando per la prima volta ad una fiera fantasy, La Festa dell’Unicorno a Vinci, ho conosciuto il fantastico mondo del cosplay!
Ti ricordi quale è stato il primo cosplay che hai indossato e dove?
Nello stesso anno, insieme a quello stesso gruppo di amici si era deciso di andare al famoso Lucca Comics. E per quell’occasione mi fu lanciata una sfida: andarci in cosplay! Panico, non sapevo come e cosa fare, ma non volevo arrendermi! Alla fine pensai a qualcosa di semplice, con roba che potevo avere in casa… uno Hobbit! In effetti, a parte parrucca con orecchie a punta e piedoni, che dovetti comprare, il resto non era complicato. Anche perché avevo deciso di essere un qualsiasi rispettabile Hobbit della Contea, che avevo chiamato “Goffredo Bolgeri”.
Cosa vuol dire per te fare cosplay?
Quel primo cosplay è stata una rivelazione! Ho scoperto che indossando quei piedoni e tutto il resto, io non diventavo uno Hobbit… io ERO uno Hobbit! È come se a 41 anni scoprissi la mia vera natura (e pensare che nelle mie fantasie sognavo di essere un elfo…)!
Hai un personaggio in particolare al quale sei legata?
Una volta scoperto questo, ritengo di non avere un personaggio in particolare al quale sono legata: basta che sia un mezz’uomo!
 
Come hai conosciuto La Quarta Era?
Anche in questo caso è stato tramite Facebook che ho scoperto la Quarta Era e tutto ciò che c’è dietro un nome che è già tutto un programma…
Cosa pensavi de La Quarta Era prima di farne parte?
Sono rimasta strabiliata dai costumi, dalla meticolosa ricerca dei dettagli che mostravano… decisamente un’altra cosa rispetto al mio personaggio sempliciotto. E ho pensato a quanto fosse bella questa forma di amore nei confronti delle opere di Tolkien.
E ora?
Sono entrata a far parte della Quarta Era al Lucca Comics di quest’anno e… mi sono sentita a casa, circondata come ero da Hobbit, Nani, Stregoni, Elfi ed Orchi! Forse per la prima volta i miei due mondi sono diventati uno solo, magico e perfetto! Ora ho tanta voglia di far la mia parte, con tutti i miei limiti, per rendere sempre più alto il nome de La Quarta Era nelle future manifestazioni.
Cosa ti ha spinto ad unirti all’associazione?
Sinceramente… è stato un atto istintivo, un atto dovuto alla mia natura Hobbit: una mia amica aveva messo un link nella mia pagina di Facebook in cui si parlava di un raduno della Terra di Mezzo al Lucca Comics… Potevo forse mancare?
Se non ricado nella domanda precedente, qual è stato il primo costume che hai indossato con La Quarta Era?
Dopo l’anonimo “Goffredo Bolgeri” del 2014, avendo in seguito acquistato Pungolo, l’Anello del Potere, una Foglia di Lorien ed essendomi fatta confezionare un mantello simile a quelli che Galadriel donò ai membri della Compagnia dell’Anello, alla fine divenni una versione (sempre semplice!) di Frodo Baggins. Ed è con questo cosplay che mi sono presentata alla Quarta Era.
Cosa vuol dire per te essere hobbit?
Ritengo di aver già risposto a questa domanda: essere uno Hobbit vuol dire togliere i panni della quotidianità che mi mascherano tutti i giorni ed essere finalmente me stessa!
Hai in progetto nuovi cosplay?
In effetti sto pensando ad un nuovo cosplay. Avevo bisogno di un personaggio che unisse la mia natura Hobbit alla mia devozione verso Re Elessar e al mio amore per l’Albero Bianco, per Minas Tirith e in generale per il regno di Gondor… Uno più uno fa due: Peregrino Tuc, guardia della Cittadella! Questo cosplay è però decisamente più impegnativo ed ambizioso: avrò bisogno di un vero esperto in materia per confezionarlo!
Hai una pagina facebook che vuoi pubblicizzare dove mostri i tuoi cosplay o pubblichi post inerenti ai tuoi hobbies o interessi?
No, ho solo la mia pagina Facebook personale.
DOMANDA BONUS
Cambiando argomento ma rimanendo sempre in tema tolkieniano, sei un’appassionata delle opere letterarie di Tolkien? Ne hai una preferita?
Adoro le opere del Professore!!! Però al momento mi sono limitata a leggere quelle inerenti la Terra di Mezzo (Il Silmarillion, Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli, i Racconti Perduti, Ritrovati, Incompiuti, I figli di Hurin e Le avventure di Tom Bombadil). Più che un’opera preferita, posso dire che sono particolarmente affezionata a Lo Hobbit (che strano, direte voi!), perché è stato quel libro ad aprirmi le porte verso quel magico mondo di Tolkien quando avevo 12 anni. Non dimenticherò mai come successe: scuola, ora di buca, la prof. che si presentò con una copia de Lo Hobbit in mano e ci lesse “Indovinelli nell’oscurità”, proponendoci gli stessi indovinelli che stavano tirando a sorte la vita del povero Bilbo. Quelle poche pagine mi colpirono, decisi di comprami il libro e… fu vero amore!
Crediti foto:

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